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sabato 6 settembre 2014

MODA&MODI

 Il sesso degli angeli



Ines Rau e Tyson Beckford fotografati da Rodolfo Martinez

È nata uomo e adesso vuol diventare angelo. Se la concordanza degli aggettivi sulla carta fa perdere l'orientamento, in passerella non ci sono problemi del e di genere. Fino al punto che la top model Carmen Carrera, in culla chiamato Christopher , lanciata dal talent America's Next Drag Queen di RuPaul, durante il quale ha iniziato il processo per diventare donna, potrebbe ora sfilare nello show a più alto concentrato di femminilità, quello della lingerie di Victoria's Secret. Una petizione di Change.org ha raccolto oltre 23mila firme perchè tra gli "angeli", del marchio, accanto a Heidi Klum, Alessandra Ambrosio, Gisele Bündchen e Karolina Kurkova, sia accolta anche Carmen, che diventerebbe così la prima top transgender per l'intimo bollente e a poco prezzo distribuito in tutto il mondo.
La moda sposta in avanti i confini delle identità sessuali e, se anche l'obiettivo è quello della promozione "commerciale" - più che sociale - rivolta a nuove fette di acquirenti, il risultato è di rendere sempre più accettabile quanto è inafferrabile. Nella società dell'immagine, un'inclusione importante.
Tre anni fa, Gaultier lanciava la sua nuova campagna promozionale con due bionde dai capelli fluenti incollate in un bacio. Sembrava di stare dalle parti di Saffo, invece il messaggio andava oltre: una era l'«angelo» Kurkova, l'altro il modello bosniaco Andrej Pejic, che sfila sia per l'uomo che per la donna, labbra carnose e petto scavato, a cavallo tra i sessi. Nello stesso anno, la transgder Lea T, nato Leandro dall'ex giocatore della Roma Toninho Cerezo, conquistava la copertina di Elle Brasile. Annusato il trend, Tyra Banks, patronessa di America's next top model, che fa grandi ascolti regalando a ragazzone yankee il sogno di una carriera fashion, ha messo in gara, per la verità senza gran fortuna, anche l'efebica transgender Isis.
L'ultima provocazione è il vortice di sensi del fotografo Rodolfo Martinez per la rivista patinata francese Obb: lui è Tyson Beckford, il bronzo del Bronx statuariamente etero, lanciato da Ralph Lauren per la sua linea Polo, lei è la francese di origine africana Ines Rau, rispettivamente il più bell'afroamericano e la più bella trans del mondo (e tutti e due i più pagati nelle loro categorie).
Dopo razza e colore - dove, a sentire i diretti interessati, c'è comunque ancora lavoro da fare - l'industria dell'immagine va all'attacco di un altro tabù. E in passerella arriva chi ha scelto il sesso che ha e chi, a richiesta, può averli entrambi.

Karolina Kurkova e Andrej Pejic per Gaultier


twitter@boria_a

martedì 19 aprile 2011

MODA & MODI

Niels a Trieste prima di Andrej, il quarto sesso

L'uomo di Niels Peeraer a Its Nine, Trieste
Il giovane designer belga Niels Peeraer aveva anticipato i tempi, nel luglio 2011 all'ex Pescheria, mandando sulla passerella di Its disarmanti creature a cavallo tra i sessi. Maschi pentiti o femmine androgine? Il dubbio era palpabile.

Uomini, in apparenza, così almeno stabilivano i cromosomi dei modelli selezionati per la collezione, che però richiedeva rappresentanti di genere con la vita non più larga di sessanta centimetri, il petto incavato e polpacci così esangui da riuscire ad arrampicarsi senza problemi su una decina di centimetri di tacco e zampettare in giro con disinvoltura dentro tunichette aeree, mostrando le ginocchia coniche.

 Quando poi è apparso sulla scena lo stesso Niels, si è capito la genesi del suo progetto estetico: biondo, diafano, glabro, avvolto in pantaloni da odalisca. Bisognava cercare l'angolatura giusta per capirne il sesso. Ma qualunque fosse stata l'opzione, avremmo sbagliato.

Ce lo dimostra l'antesignano degli enfant terrible della moda, Jean-Paul Gaultier, il primo a far sfilare l'uomo con la gonna, che nella sua ultima campagna stampa cavalca lo smarrimento identitario proponendoci due giovani biondocrinite incollate in un bacio a luci rosse. Saffo non c'entra, perchè si tratta di una perfetta coppia etero: lei è Karolina Kurkova, statuaria ex testimonial dell'intimo di Victoria's Secret, e lui, la vera icona, è il modello di origini serbe Andrej Pejic, viso angelico, chiome fluenti, senza un pelo uno sull'epidermide di alabastro, a suo agio sia in abiti maschili che femminili.

Quando veste in gonne, le labbra infuocate dal rossetto e i capelli raccolti, Andrej è una donna sconvolgente. Quando sfila in pantaloni, esponendo il torace implume, è un uomo dalla bellezza apollinea. Nè l'uno, nè l'altro e neppure gay. Andrej è quel quarto sesso che Niels Peeraer avrebbe voluto mostrare e a Trieste, dovendosi invece accontentare di indossatori acerbi al limite dell'anoressia e di un ragazzino nemmeno adolescente, niente a che vedere con l'asessuato che unisce in sè entrambi i sessi e che ogni volta sceglie quale mostrare.

Ma se fino adesso in passerella ci si limitava allo scambio dei capi - lui la gonna, lei panciotti e tailleur pantaloni - ora il travestitismo perde qualsiasi spontaneità e diventa un gioco algido e intellettuale, una sfida cerebrale a destabilizzare le certezze. Ne avevamo ancora?
@boria_a
Karolina Kurkova e Andrej Pejic per Gaultier