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lunedì 3 aprile 2023

MODA & MODI

 Il collant trasparente esce allo scoperto

 

 


 

C’era un tempo in cui l’elastico dei collant che s’intuiva sotto il vestito era un indizio di sciatteria. Come il profilo dell’intimo che segnava pantaloni o gonne, o le spalline del reggiseno messe allo scoperto dalla scollatura delle maglie. La sottoveste impediva all’abito di aderire al corpo ed evidenziare la lingerie, con i pantaloni attillati si cercava biancheria senza cuciture e calze a vita bassa che non fuoriuscissero alla cintura. Regola da non trasgredire: dissimulazione. L’intimo, come da definizione, tale doveva rimanere. Curato, inappuntabile (lo dicevano le nonne, con un consiglio che strappa ora un sorriso: perfette anche di sotto nel caso ci si dovesse spogliare in condizioni di emergenza), ma non visibile.


Tutto cambia nella stagione 2023, l’anno del disvelamento. Il focus diventa l’underwear, citando i comunicati stampa delle case di moda. Ovvero: non c’è più alcuna differenza tra sopra e sotto, l’underwear si converte in outwear, gli slip sono un capo da passeggio e l’orlo dei collant esce abbondantemente dalla gonna. Sembra paradossale, ma è proprio la promozione della mutanda a colpire meno in questo progressivo ribaltamento di funzioni nel guardaroba.

Da anni gli shorts si vanno rimpicciolendo, si portano sempre più corti, sgambati, attillati. In denim, soprattutto, di cui si popolano le strade ai primi accenni d’estate, ma anche in pelle con calze spesse nei mesi freddi. Ora cade l’alibi della definizione: non più calzoncini minimali ma slip a tutti gli effetti, indossati con la giacca e il maglione. A oggi la tendenza è stata avvistata solo nelle cosiddette modelle/influencer (la solita Bella Hadid per le strade di New York in mutanda bianca e giacca di pelle nera), ma siccome in passerella, in una versione gioiello ricoperta di paillettes, l’ha proposta Miu Miu, il brand più desiderato in rete, è probabile che conquisti le strade con qualche coraggiosa pioniera, esattamente come accaduto l’anno scorso per quel francobollo svolazzante dello stesso brand che è stata definita microgonna.


I collant sono la nuova scoperta, letteralmente. Eccoli in passerella spuntare ben al di sopra della gonna, velati, con il loro bel bordo elastico. Le calze di pochi denari, trasparenti e da sempre le più divisive si lasciano vedere, fumè o carne, e il golfino del twin set che sprigiona bon ton ci va infilato dentro (esattamente come si fa con la canottiera per evitare che risalga sulla schiena). Il messaggio pare chiaro: non siamo un’eccentricità, abbiamo davvero una funzione. Le vedremo sulla strada, conquistare millennial e Gen Z come le mutande urbane con i loro loghi in bella vista? L’unico deterrente è che non si mostra nulla, nè pancia, nè ombelico, nè gambe. Forse sarà sufficiente a rimettere le calze al loro posto.

martedì 4 aprile 2006

MODA & MODI

Uomo intimo classico

Vintage underwear (ph. newnownext)

Bandite le fantasie e i colori gridati. Niente pupazzetti, animaletti, pallini, tanto meno quegli obbrobriosi fumetti che compaiono nelle vetrine a ridosso di Capodanno, il cui effetto garantito è quello di accasciare il gusto, oltre che la libido. Se la lingerie femminile torna ad allungarsi, recuperando in pudicizia, l'intimo maschile vira sul classico, sia nelle forme che nei materiali. Le mutande degli uomini tornano a essere bianche, tutt'al più nere o grigie, modello boxer o slip e rigorosamente in cotone e tessuti naturali.
È finita l'era dell'intimo sdolcinato. Esaurita la tendenza che proponeva una biancheria simile a quella femminile, sofisticata, sensuale, con slip sottili di lycra, dalle rifiniture molto lavorate. Per un perverso effetto della pubblicità, l'impennata nelle vendite dei prodotti di bellezza maschile, aveva trascinato con sè la curiosità verso un tipo di underwear meno spartano, che ha catturato soprattutto la generazione over-quaranta.
Parentesi chiusa. Le più importanti griffe francesi dell'intimo maschile, Hom, Eminence, Hetcher Studio, confermano che la mutanda classica va oggi per la maggiore. I colori preferiti sono il bianco, seguito da blu, nero e grigio. Chi proprio non sa rinunciare alla fantasia, deve sceglierla discreta, impercettibile.
Parola d'ordine, il comfort. Niente costrizioni, niente tagli e cuciture che diano fastidio. Quest'esigenza spinge le aziende a scegliere materiali sempre più morbidi ed elastici, jersey misto a lycra, i tessuti naturali o le microfibre, o il tradizionalissimo cotone. Secondo il blasonato «Le Monde», che si è interrogato sulla faccenda, in un mercato maschile dell'intimo in piena espansione, l'obiettivo delle griffe è riuscire a innalzare la miserella media degli acquisti annuali da parte degli uomini - cinque slip - per i quali spendono una risibile cifra che va dai 30 ai 45 euro. E fare in modo che siano loro a sceglierli, non le compagne, come oggi, per lo più, accade.
Slip o boxer? Luciana Litizzetto, a «Che tempo che fa», l'ha buttata sul politico. Slip, bloccanti, a destra. Boxer, più libertari, a sinistra (c'è del vero: il che purtroppo non mette al riparo dallo scoprire spiazzanti «incursioni» nell'altro schieramento...). I manuali di moda non soccorrono. Ognuno deve orientarsi secondo la propria confortevolezza. Fuorché al mare, dove i boxer, dopo gli anta e spesso anche prima, sono proprio di rigore. Chissà perchè, gli assurdi slippini hawaiani, per inconscio masochismo, sono sempre preferiti da uomini col sedere rinsecchito e le gambe da calciatore.
@boria_a

martedì 19 luglio 2005

MODA & MODI: Valeria's secret 
Reggiseno-gioiello di Valeria Marini (Epa/Virginia Farneti)

Guêpière con autoreggenti incorporate, balconcini con bretelle di cristalli, reggiseni in strass, perizomi intarsiati di pizzi preziosi e decorati con ciondoli di swarovski a cuore e a stella, slip piumati.
Ebbene sì, finalmente. Ecco la biancheria intima che tutte aspettavamo, quella che trasformerà legioni di desperate housewives in panterate assatanate. Valeria Marini ha pensato a noi e ha voluto regalarci, parole sue, «un sogno di seduzione». Basta con l'intimo non coordinato, via quei reggiseni tristanzuoli e magari un po' grigetti per la promiscuità delle lavatrici, bandita qualsiasi tipo di mutanda la cui area superi i cinque centimetri, riscoperto il comodo e praticissimo reggicalze, che ci aiuterà a sentirci femmine desiderabili anche mentre passeggiamo alla SuperCoop.
La nuova linea di lingerie-gioiello si chiama per l'appunto «Seduzioni» ed è stata presentata nei giorni scorsi alle sfilate di AltaRoma, dopo un penoso tira-e-molla con gli organizzatori che ritenevano la collezione - ma perchè mai? - troppo osè. In un'atmosfera che l'attrice, nel suo comunicato stampa, ha detto ispirata al «boudoir» del film «Eyes wide shut» di Kubrick, e che il regista-coreografo della sfilata, Luca Tommassini, ha ribattezzato (subito corretto), «bordello», diciotto indossatrici hanno mimato i balli d'amore del grande cinema. Illustrando, alle future acquirenti, pose e corretto utilizzo degli ineffabili pezzi.
Ma lo sapevate che la guêpière si può indossare anche come sotto-giacca? Questo è l'uso preferito che suggerisce Valeria, consapevole che le signore che potranno permettersi il suo prezioso bustier, avranno preventivamente provveduto a risollevare e rivitalizzare il décolleté. E i cuoricini e le perle che penzolano dai reggiseni? Niente paura, si staccano prima del lavaggio (nel caso, ovvio, noi li aveste prima dati in pegno all'amante).
Pure le stecche dei balconcini sono capolavori di vestibilità, studiate per evitare che si squaglino nella bacinella. Quanto ai ninnoli che pendono dagli slip sono fatti apposta per i jeans a vita bassa, per noi, Ombelico-Generation.
@boria_a