domenica 15 luglio 2012

E' ITS 2012  A TRIESTE
Al giapponese Ichiro Suzuki l'undicesima edizione del fashion contest

 
ITS 2012
 premia, con il riconoscimento più importante, la "Fashion collection of the year", il giapponese Ichiro Suzuki e i suoi completi maschili, estrosi e rigorosi, che riscrivono in tre dimensioni l'eleganza di Savile Row.


La collezione maschile del giapponese Ichiro Suzuki (foto Paolo Giovannini per Il Piccolo)
Il "Diesel Award", e il premio di D-La Repubblica, vanno al lituano 
Marius Janusauskas, che ha mandato in passerella donne di una bellezza siderale, custodite in bustier di seta percorsi da fiori. Ichiro tornerà a Trieste il prossimo anno, con la nuova collezione realizzata grazie ai 15mila euro vinti ieri notte all'ex Pescheria, nella serata conclusiva del concorso presentata da Victoria Cabello. Marius ha ottenuto 25 mila euro per promuovere il suo lavoro e uno stage di sei mesi nel quartier generale della Diesel, a Breganze.
È "grazia", parola da romanzo ottocentesco, il filo conduttore di queste due collezioni, le più riuscite, le più emozionanti dell'undicesima finale di ITS. I talenti già maturi hanno fiutato l'aria: per entrare, e restare sul mercato - le grandi griffe insegnano, sostituendo stilisti asciutti a pazzoidi puri - ci vogliono estro e creatività, ma combinati con misura, portabilità, producibilità. Non inganna la prima uscita in passerella, gli uomini vestiti da suore e monaci eremiti della russa Veronika Kallaur, avviliti in contenitori che dovrebbero essere gonne e in copricati ispirati ai popi e alle "cornette", le cuffie con le ali delle religiose ospedaliere, poveri maschi grotteschi piuttosto che ieratici. È il tributo allo spettacolo della moda, alla moda spettacolo, anch'essa da sottoporre a un'urgente "review", di spesa e soprattutto gusto. Basta la seconda collezione, firmata da Shengwei Wang, vincitrice del "Modateca Award" di 3mila euro, a riconciliarci con i vestiti che, peso del materiale a parte, vorremmo appendere nell'armadio. Il pretesto di un omaggio a Frida Kahlo, viene dalla giovane cinese declinato in un unico modello, sempre lo stesso, dove la sorpresa è il magistrale patchwork di lana, metallo, pizzo, macramè: un involucro protettivo e raffinato per la pittrice, "uccello senz'ali", ma, portato con scarpe basse e calze spesse, per qualsiasi donna sappia sedurre senza mostrare nulla. Agli uccelli si ispira anche Mark Goldenberg che traduce la linea dell'ala ripiegata in abiti torrone e bluette, e in una camicetta verde acido dagli intrecci metallici ricoperti con lana e cotone tessuti a mano: il punto di partenza è cerebrale, la citazione delle sculture di Naum Gabo, ma i capi trovano la sintesi tra ispirazione e voglia di farsi indossare.


E il giovane israeliano ottiene due riconoscimenti: 5 mila euro dalla Avery Dennison, leader nel settore delle etichette, e l'ambito "Vogue Talents Award", che lo porterà sulle pagine della bibbia italiana dello stile.
Un outfit di Mark Goldenberg


Marina  Abramović, componente eccellente della giuria di ITS 2012. La risposta è venuta da una collezione davvero in "stato di grazia", quella della tedesca Isabel Vollrath, che gioca con il concetto di "lost and found", ovvero guanti, sacchi, piume, una borsa piena di scarpe da ballerina e un vecchio scaldino da letto, trovati per strada e da lei manipolati fino a farne borse, copricapi, mantelli. È solo il contorno, gli accessori divertissement di capi da prendere e indossare subito, con trench la cui gonna si allarga sopra il corpino-bustier, una mantella di pelle color mou dal taglio perfetto, il cappotto simil-Westwood, tutto taglio, calore e confortevolezza. A Isabel va il nuovo premio di quest'edizione, il "Saturday Night Fever Award", per disegnare i costumi di Tony Manero e Stephanie Mangano, protagonisti del celebre musical, che debutterà a Milano il prossimo 18 ottobre. Marius Janusauskas, spiegando i suoi abiti, sceglie una parola sorprendente per desuetudine: "deferenza". E sono davvero signore che incutono rispetto, le sue, avvolte in sete panna e rosa petalo, in plissé dov'è dichiarata la lezione di Madame Grès, infilate in pantaloni di pizzo su questi piccoli busti-armatura, con fili rossi come il sangue che corrono nei tubicini di plastica. Tutto è discreto, compiuto, aereo, i piccoli fiocchi e i fiori di tessuto bruciato e accartocciato non disturbano la pulizia dell'insieme.

Le donne di Marius Janusauskas, vincitore del Diesel Award (P. Giovannini)
Da prenotare al volo - e, vestiti da cima a fondo, anche da "toccare" - i dandy di Ichiro Suzuki. Uomini appena usciti dalla sartoria, dove hanno scelto giacche a tre dimensioni. Sono perfetti, maschi, inventano ma non debordano. Le camicie hanno colli multistrato fino al mento, i gessati a un certo punto svirgolano in zig-zag, sulla schiena il motivo si alza, diventa un gioco di piccoli prismi in rilievo, che viene voglia di accarezzare. Sorprendenti i pantaloni, incastri certosini di tartan e tessuti optical, con una semplice camicia bianca perfetti pure per galvanizzare i mezzibusti da scrivania. Meno comprensibile e meno in sintonia con il "mood" di questa giovane e matura stagione creativa, il premio speciale a Luke Brooks, 5 mila euro assegnati dagli organizzatori di "Eve": collezione "fuck you", dice il designer britannico, disegnata in un'urgenza creativa che non trova di meglio che far colare colore, tipo tecnica "dipping", su lunghe t-shirt. Voleva mandare a quel paese frustrazione e depressione, gli riesce solo una gran confusione. ITS 2012
 va in archivio con l'uscita finale del vincitore dell'anno scorso, Shaun Samson e i suoi colorati ragazzi in camicie percorse da motivi metallici, perfettamente integrati nel tessuto, come fatti al telaio. Dopo di lui, spazio alla cerimonia di premiazione, condotta a ritmo serrato da un'adrenalinica Cabello, passata indenne dai ritmi forsennati dei Gogol Bordello sul Carso alla passerella dell'ex Pescheria. Tema di questa undicesima edizione del concorso era "good or evil": e Marina  Abramović forse un po' a sorpresa, ha scelto di stare dalla parte degli angeli. Come tanti dei nuovi stilisti.
 
@boria_a

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