domenica 16 agosto 2020

MODA & MODI

Quel costume bagnato che rompe il confinamento. E il buon gusto
 

Avvistata signora con vestito bagnato in via San Nicolò a Trieste. Eppure da settimane gli esperti sentenziano: il lockdown ci ha fatto diventare più consapevoli di certi valori. L’estetica, che parlando di moda è mutevole e indefinibile, leopardianamente caduca, non entra nel perimetro di questa riflessione. Ma il buon gusto?

Dopo le settimane ciabattando per casa in pantaloni della tuta, con la benedizione della sacerdotessa Anna Wintour, pure lei folgorata dalla comodità, i freni inibitori sono diventati, per restare in tema, come le spalline di un reggiseno smesso.
 

Ricostruiamo la scena del crimine: centro città, salotto buono. Non contiguo a uno stabilimento balneare nè a una piscina. Nessuna fermata d’autobus in stretta prossimità che rovesci nel ventre urbano i maratoneti della tintarella da marciapiede. Il presunto colpevole: donna, non giovanissima, indossa abito di colore indefinibile, forse tortora, forse grigio, al ginocchio, con balza. Il crimine: all’altezza del reggiseno due enormi, inequivocabili macchie di bagnato. Aggravante: la premeditazione. Per arrivare sulla scena bisogna compiere un consistente tratto urbano dal mare o alcune fermate d’autobus nelle stesse condizioni in cui, dopo l’ammollo, si andrebbe a farsi una birra al chiosco di Barcola. Nessuno tsunami ha costretto a una fuga repentina da sotto la doccia.

Certo, le attenuanti esistono, come per tutte le fattispecie di reati, inclusa la maglietta bagnata in libertà.

Nelle città dove il mare è a portata di mano, i confini tra le attività di relax e di lavoro, sono porosi e insidiosi. L’abbigliamento si mescola, vira sul balneare negli uffici tolleranti, affratella l’intergenerazionale comunità dei bagnanti, disposti a chiudere un occhio sui lacci del bikini che sfuggono da ogni dove, le infradito di gomma, i prendi(troppo)sole indossati per strada e nei negozi, i boxer da bagno riconvertiti in calzoncini da passeggio. Ma il costume bagnato che deambula in centro sposta in alto l’asticella e ci interroga su quanto terreno siamo disposti a sottrarre al decoro nella città della sempiterna vacanza.
Non occorre scomodare quei valori che il lockdown dovrebbe aver disseppellito dalla nostra frenetica e scomposta quotidianità. Tantomeno l’estetica, filosofica o modaiola che sia.
Bastano igiene, rispetto di sè e degli altri. Guarda caso armi vincenti anche contro il virus. 
@boria_a

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