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martedì 14 dicembre 2021

MODA & MODI

 

L'anno che verrà sarà Very Peri

 

Kamala Harris in very peri al giuramento

 

 

Kamala Harris l’aveva scelto per il giorno del giuramento come vice di Joe Biden, il 23 gennaio scorso. Total blu, capospalla e abito firmati Christopher John Rogers, ma di una sfumatura particolare, con una punta di viola e di rosso. Un colore dall’impatto forte, reso ancora più asseverativo da quel lungo cappotto monopetto sotto il ginocchio che disegnava una linea imponente, forse troppo. Nulla è lasciato al caso in cerimonie come l’insediamento del presidente degli Stati Uniti, dove i colori hanno significati ben precisi, una sorta di linguaggio cromatico destinato a colpire l’immaginario del mondo e a trasmettere un messaggio. Kamala, scopriamo ora, era in anticipo sui tempi nell’esprimere energia e positività. In questi giorni infatti, quell’entità misteriosa che è il colosso americano Pantone, l’istituto che, dopo certosine valutazioni e ricerche in tutti i settori, cataloga i colori secondo criteri riconosciuti a livello mondiale e si pronuncia come un oracolo sulla tinta che caratterizzerà moda, design, beauty, arredamento per l’anno a venire, ha decretato la sua scelta: il 2022 sarà Very Peri, blu pervinca mischiato a viola e rosso, inedito e adatto a tempi fusion come quelli che viviamo.

 

Lady Gaga alla première londinese di House of Gucci

 


Avete presente Lady Gaga alla premiere londinese di “House of Gucci”? Era avvolta in un abito-mantello plissettato in chiffon di seta dell’ultima collezione Love Parade di Gucci in un viola indefinibile, un’alchimia di colori dirompente che la protagonista del film (interpreta Patrizia Reggiani e i suoi look minacciano di tormentarci nei mesi a venire...) faceva svettare sopra stivaletti stringati con platform vertiginose. Ecco, Gaga sfoggiava anche lei il Pantone 17-3938, ovvero il Very Peri. Che al di là del nome scelto, non felicissimo, rappresenta una novità: per la prima volta è un neo-colore, una tinta creata apposta per vestire la transizione che stiamo attraversando.

 

Un’anticipatrice della neonata nuance è stata anche Anya Taylor-Joy, l’attrice che ha spopolato su Netflix ne “La regina degli scacchi” (e, attenzione, le serie in streaming dettano stili quasi più delle passerelle), vestita ai Cfda Fashion Award in mini-tailleur Very Peri di Oscar de la Renta e come lei anche Nicole Kidman agli Instyle Awards, infilata in un Armani Privé viola ricoperto di paillettes. Prima del verdetto di Pantone, la nuova sfumatura era già nell’aria e sui red carpet.

 

Anya Taylor-Joy ai Cfda Fashion Award a New York

 


Dopo l’«ultimate grey» e il giallo «illuminating» del 2021, abbinata che sulla carta doveva dare forza e speranza, e che si è rivelato un matrimonio freddo e un po’ tristanzuolo, Pantone ha puntato sulla sferzata di vitalità. Leatrice Eiseman, direttore esecutivo dell’Istituto, ha spiegato che la famiglia del blu è stata il punto di partenza, perchè trasmette comfort e sicurezza. L’infusione di rosso e viola rappresenta invece una sorta di ponte cromatico verso il mondo digitale, quello che ha segnato gli ultimi mesi della nostra vita. Insomma, un colore “innaturale”, necessario per reagire a tempi innaturali. Studiato a tavolino per farci sentire Very Peri sia in presenza che da remoto. Funzionerà?

domenica 21 novembre 2021

MODA & MODI

 

Technicolor is the new black 

 

 

Lady Gaga alla première di House of Gucci


 

Il nero arretra, travolto da una carica di colore. Nelle sulle pagine delle riviste le tinte forti esplodono, spesso mischiate e sovrapposte in accostamenti che sovvertono codici ormai invecchiati. Capitanati dal Kelly green, il verde brillante che segna la stagione, arancioni, rosa, gialli più o meno acidi, azzurri, lilla e una palette di sfumature di rosso, danno una scossa cromatica all’inverno. Il nero, il “little black dress”, non equivale più per definizione alla quintessenza dello chic, alla scelta semplice e infallibile per essere eleganti in ogni occasione, soprattutto quando non si ha troppa predisposizione agli azzardi. Sarà la reazione alle angosce della pandemia, sarà il traino della Generazione Z che sui social si racconta con pennarelli ed evidenziatori, in un tripudio di color blocking, ma il nero sembra più un recinto, un ripiego, piuttosto che un rifugio sicuro.

 

Chi, cresciuto nelle suggestioni del non colore-manifesto dei designer giapponesi degli anni Novanta, nel tutto nero cerebrale e post-atomico, dove gli orli non finiti, i fili penzoloni, le cuciture e le cerniere a vista, erano altrettanti codici per iniziati, oggi si ritrova spiazzato davanti al suo perfetto armadio monocolore. Il nero minimalista e cerebrale, che tra gli addetti ai lavori della moda ha spopolato per anni, il nero dell’intellettuale macerato e inafferrabile - vero o presunto che fosse - il nero artistoide con citazioni esistenzialiste, oggi trasmettono un messaggio di prevedibilità, anche di noia. Una scelta facile, utilitaristica, poco creativa, è il suggerimento che rimbalza dai social alle passerelle. Altro che orange is the new black, tutti i colori forti, decisi, asseverativi, sono the new black.

 

La diva Lady Gaga veste rosso fuoco e ciclamino intenso alla première milanese del film più chiacchierato del momento, “House of Gucci”, dove interpreta l’oscura Patrizia Reggiani, condannata come mandante dell’assassinio del marito Maurizio. E la maison fiorentina, nell’anno del centenario, risponde con la sfilata sull’Hollywood Boulevard di Los Angeles, Gucci Love Parade, che è un omaggio al cinema in un bouquet di rosa, arancio, azzurro, verde pastiglia. Senza scomodare Gaga, basta l’Imma Tataranni procuratore campione di ascolti in tivù: il suo pirotecnico guardaroba al confine col kitsch definisce il personaggio.


La voglia di colore da tempo è nell’aria. Un colore che sia positivo e vitale, restituito al suo significato e deterrente contro i gialli, gli arancioni, i rossi dei titoli dei telegiornali, che per convenzione hanno cordonato, e purtroppo minacciano di farlo ancora, la nostra libertà e socialità. Sulle pagine Instagram, nei video di TikTok, la follia cromatica compone un album inesauribile, dove le celebrità impennano le percentuali di ricerca in rete e di vendita delle tinte in cui si raccontano. E l’individualità, per tutti, vince sulla preoccupazione di trovare l’accostamento corretto.


Una donna in abito nero è come un tratto di matita, diceva Yves Saint Laurent. Essenziale, senza sbavature. Oggi noi neristi dobbiamo avventurarci fuori dalla comfort zone e riappropriarci di un alfabeto che avevamo ridotto alle varianti di un’unica lettera. Col colore, almeno quello che ci mettiamo addosso, possiamo rompere le regole. Trasgredire. Facendo anche del bene all’umore.