martedì 1 dicembre 2020

MODA & MODI 

Black o Block? Il venerdì nero più divisivo

 

 

Black Friday, Block Friday. Mentre ci dibattiamo tra i colori delle zone, sperando che la palette del confinamento da arancione non passi a toni più decisi, tra le pareti domestiche si infiltrano gli sconti del venerdì nero. Non solo l’americanissimo giorno che segue il Thanksgiving, cioè il 27 novembre, da qualche anno importato con successo in Europa, ma un’intera settimana di ribassi pilotati dai colossi dell’e-commerce. Black Friday divisivo, quest’anno più che mai, tra i commercianti che, per non essere tagliati fuori del tutto, si allineano all’innaturale corsa agli sconti, e quelli che resistono, difendendo il prezzo “giusto”. Il coprifuoco è un perverso alleato dell’acquisto compulsivo. Gli esperti dicono che 83 milioni di vendite al giorno migreranno dai negozi fisici alle piattaforme. Chiusi tra quattro pareti, il clic sul l’uscita del carrello virtuale ha un effetto risarcitorio. Mentre scrivo la radio bombarda gli spot di Amazon: fai prima i regali di Natale, hai un’intera settimana di offerte, eviterei le facce perplesse allo scarto dei pacchi...


In questo 2020 sospeso le proteste contro i ribassi del Friday nero si fanno sentire più forti, sull’onda del movimento planetario che, ben prima del virus, ha inchiodato la moda cheap e fast (ma non solo) alle sue responsabilità: massivamente inquinante, moltiplicatrice degli sprechi, sfruttatrice dei lavoratori. I negozi di “prossimità” cercano di resistere agli allettamenti dei Golia della distribuzione, facendo leva sulle parole che durante il lockdown della primavera scorsa abbiamo ripetuto come un mantra: acquisti etici, soppesati, mirati a valorizzare qualità e territorialità, garantendo la rete dei negozi che sostanziano il nostro tessuto sociale. Acquisti che non depredano nè la Terra nè il capitale umano (i magazzinieri di Amazon in queste ore, i fattorini delle consegne, che oltretutto intasano e inquinano le città).


Lentezza, è la parola chiave del 2020 pandemico, un significato ampio, esteso al diritto-dovere di riprenderci tempi più umani, anche negli acquisti. Sobrietà, ha detto Papa Francesco domenica all’Angelus, invitando a guardare chi ci sta vicino. Alcuni grandi brand dell’abbigliamento suggeriscono di disertare l’acquisto frenetico per stare con gli altri o all’aria aperta, consapevoli che le nuove generazioni premiano scelte più sostenibili. Qualsiasi corsa allo sconto interroga la nostra coscienza. Anche la corsa che non vede nessuno, seduti sul divano, davanti a uno schermo. 

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